Roccamonfina

Posted by Work in Progress Luglio 8, 2011 Comments are off 801 views

è un comune italiano di 3.699 abitanti della provincia di Caserta in Campania

Geografia

Posizione del comune di Roccamonfina all’interno della provincia di Caserta

 

Il paese si trova a circa 600 m s.l.m., all’interno del cratere dell’antico omonimo vulcano, sulle pendici orientali del monte Santa Croce (al di sopra di Giano Vetusto), che ne costituisce il cono terminale. La zona è coperta da castagneti.

Il territorio del comune fa parte del Parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano

Storia

Nel territorio della conca vulcanica esistono tracce di insediamenti ausoni o aurunci, con tracce di mura in opera poligonale, attribuite al VI-V secolo a.C., sul monte La Frascara (“Orto della Regina”[2]) e sul monte Santa Croce, forse riferibili a semplici postazioni militari di difesa.

I ritrovamenti di iscrizioni e monete sembrano indicare la presenza di un insediamento già nel III secolo d.C., ma l’attuale abitato è attestato solo a partire dal X secolo. Il nome (Roccae Monfinum che prende il nome dalla rocca della mia Fina) deriva dall’originario toponimo del monte Santa Croce, che in documenti intorno all’anno 1000 viene chiamato “monte Fino”. Fu in possesso feudale dei Mazzano e deiprincipi di Stigliano. Tra Trecento e Quattrocento assunse importanza con l’istituzione di un mercato settimanale (dal 1352) e di una fiera annuale.

Nel 1618 entrò in possesso di una nipote di papa Clemente VIII, Elena Aldobrandini. Nel 1656 un’epidemia di peste uccise gran parte della popolazione. Sotto il dominio borbonico divenne “Terra regia”, diretto possesso del sovrano.

Vi nacque Nicola Amore (1830-1894), sindaco di Napoli.

Luoghi di interesse

Nella centrale piazza Nicola Amore sorge l’antica chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore, il cui attuale stato si deve ad un rifacimento del 1715. Presenta un grande protiro ad arco sulla facciata ed è fiancheggiata da un campanile con decorazione amaioliche del 1775. L’interno è a tre navate. Alla chiesa è annesso un “Museo parrocchiale”, che ne raccoglie gli arredi sacri.

Nella piazza sorge anche il quattrocentesco “palazzo Colletta”.

Nella frazione “Gallo” si trova una chiesa parrocchiale con campanile, che custodisce un “tabernacolo per l’olio santo del 1633 e la chiesetta di San Michele Arcangelo, con fonte battesimale marmoreo seicentesco.

La frazione di “San Domenico” è sorta intorno all’omonimo convento domenicano, eretto nel XVII secolo per donazione testamentaria di Gian Nicola Fusco. Il convento presenta una chiesa a tre navate che conserva un coro ligneo.

 

Santuario di Maria Santissima del Lattani

Il campanile della collegiata di Santa Maria Maggiore.

Il santuario fu fondato nel 1430 da san Bernardino da Siena e san Giacomo della Marca, che vi erano giunti in seguito alla notizia del ritrovamento di una statua della Vergine nello stesso anno o in quello precedente. Venne edificata una prima cappella, quindi una prima chiesa, allargata quindi poco dopo nelle forme attuali tra il 1448 e il 1507.

Nel 1446 papa Eugenio IV affidò il convento, sorto nel frattempo ai Francescani.

Gli edifici del santuario si aprono su un ampio cortile interno, aperto sul panorama. Vi si affacciano la chiesa, il convento e un edificio costruito al momento della fondazione, detto “Protoconventino” o “romitaggio di San Bernardino”, recentemente restaurato nelle forme originali.

La facciata della chiesa, preceduta da un grande protiro con arco a tutto sesto, conserva l’originale porta lignea del 1507. L’interno, ad unica navata, divisa in campate da pilastri che sostengono la volta a crociera a sesto acuto ribassato, conserva affreschi quattrocenteschi esettecenteschi e finestre gotiche con vetrate policrome. Sulla sinistra si apre la cappella dedicata alla Vergine dei Lattani, con cupola affrescata, che ospita una statua di Madonna con Bambino in pietra basaltica, ricoperta da pittura policroma, forse attribuibile al IX secolo. La statua venne ritrovata da un pastore nel 1430 in una vicina grotta.

Il convento presenta una facciata con porticato ad archi e all’interno un chiostro rettangolare con archi ogivali sorretti da colonnine, di varia forma, su due piani. Si conservano affreschi seicenteschi eseguiti dal padre Tommaso di Nola. Sul chiostro si apre il refettorio.

Il cosiddetto edificio del “Protoconventino” si affaccia sul cortile interno con un loggiato su due piani, aperto verso la valle con finestre, quella inferiore decorata da un rosone.

Nel cortile si trovano anche una fontana in pietra e sul lato verso il monte una fontana quattrocentesca decorata nel 1961 da una raffigurazione su ceramica colorata.

 

MUSEO MAGMA

È stato istituito presso il Palazzo dei Congressi di Roccamonfina (Via Roma) il museo MAGMA – Museo Arti Geosito Monti Aurunci. Sarà visitabile dal 24 luglio 2010. Vernissage: ore 19:00 del 24 luglio 2010. Ospiterà collezioni di arte contemporanea di maestri internazionali, giovani del territorio nazionale e collezioni di scienze ambientali.

Direzione artistica e amministrativa: Paolo Feroce_Teano Direttore servizi e progetti sviluppo: Angela Terrazzini_Palermo Responsabile com. scientifico: Emiliano D’Angelo Pubbliche Relazioni: Irene Conca_Teano Responsabile legale: Avv. Giancarlo Fumo_Teano

Per informazioni, in attesa della pubblicazione del sito web (www.magmaevolution.org), come riferimento c’e’ www.museomaui.it email: magmamuseum@gmail.com

Feste tradizionali

  • Nell’ultimo martedì di maggio la statua del santo patrono, sant’Antonio viene condotta in processione dalla chiesa del santuario dei Lattani alla chiesa di Santa Maria Maggiore (“Calata di sant’Antonio”) per venire ricondotta al suo posto l’ultima domenica di agosto (“Salita di sant’Antonio”).

 

 

Il vulcano di Roccamonfina è situato a nord del M.te Massico, all’interno della depressione del Garigliano, all’estremità nord-occidentale della Campania. Il magmatismo di quest’area si è protratto per un periodo di tempo compreso tra 630.000 e 50.000 anni fa.

 

 

Il Roccamonfina è un apparato vulcanico complesso, costituito da uno stratovulcano principale, situato all’interno della depressione tettonica del Garigliano, e da una serie di centri secondari; lo stratovulcano ha una caldera sommitale di forma ellittica che rappresenta il prodotto del collasso gravitativo (di origine tettonica) di una porzione dell’edificio vulcanico, piuttosto che il prodotto di violente eruzioni esplosive.

La storia geologica del vulcano di Roccamonfina può essere suddivisa in tre epoche eruttive principali:

Prima epoca eruttiva (630-400.000 anni)

Circa 630.000 anni fa il magma raggiunse la superficie dando origine ad una serie di piccoli centri eruttivi distribuiti su di una superficie di circa 1.000 km2. Dopo questa fase iniziale l’attività eruttiva si andò accentrando all’interno della depressione del Garigliano e cominciò la formazione dello stratovulcano di Roccamonfina, costituito dall’accumulo di prodotti di eruzioni principalmente effusive e, subordinatamente,esplosive. Le prime determinarono la formazione di colate di lava, le seconde determinarono la messa in posto di depositi piroclastici da caduta di tipo stromboliano e subpliniano, e di depositi piroclastici da flusso. Durante questa fase si formarono alcuni piccoli centri eruttivi laterali.

La prima epoca eruttiva si concluse circa 400.000 anni fa, quando si verificò il collasso gravitativo del settore orientale dello stratovulcano. In totale si stima furono eruttati circa 100-120 Km3 di lave e prodotti piroclastici.

Seconda epoca eruttiva (385.000-230.000 anni).

Dopo un lungo periodo di quiescenza, l’attività eruttiva riprese circa 385.000 anni fa con l’eruzione esplosiva del Tufo Leucitico Bruno, e proseguì con una serie di eruzioni, alimentate da centri situati all’interno della caldera. Tali eruzioni, che ebbero carattere principalmente esplosivo, determinarono la formazione della sequenza complessa dei Tufi Trachitici Bianchi di CupaAulpiS. Clemente e Galluccio, tra 327.000 e 230.000 anni. Nel corso della II Epoca eruttiva furono messi in posto 8.5-11 Km3 di magma, sotto forma di depositi piroclastici da flusso (ignimbriti) e, subordinatamente, da surge e da caduta.

 

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